SLAM CARTACARBONE 2015

ragnetto

un nome, un nome
che sarà mai un nome?
Forse che la rosa… eccetera eccetera?

Eppure dicono che il nome s’impregna
dell’impronta energetica -Jodorowsky insegna-
colate laviche d’ immagini infantili
graffi ai ginocchi, palloni nei cortili

Come dire, te l’han scelto mamma e papà
Ce l’hai stampato addosso, è una fatalità
una doppia pelle che soffoca e comprime
spesso trasuda orribile perfino dalle rime
arsa da innumerevoli miti e dai segreti
fatti di zie zitelle e di cugini preti
è la trama ossidata di un disegno imperfetto
in cui stai incastonata, sbigottito ragnetto
gioiellino predato scardinato e messo lì,
come un posto occupato, un accento su una i
come un nome chiamato
un agnello sgozzato
una profezia impotente che si auto-avvera
tarocco impietoso
fiato da luna nera

ragnetto schifosetto nascosto sotto il letto dove ti tengo dove ti metto
scappa scappa che arriva la pappa scappa scappa che sei tu la pappa
ragnetto schifosetto murato sotto il letto
letto buio letto di notte letto di latte antro di lotte
ragnetto schifosetto perchè non sei perfetto?
dove vuoi andare così piccolino
nero innocente come un sasso
assassino

esili zampe nere/ nere come primavere
sette formiche sul braccio
guarda che cosa ti faccio
ti prendo e ti mastico in gola
ti sparo con una pistola
ti schiaccio sotto la scarpa
ti arrotolo dentro a una carta
carta di pane carta di sale carta di zucchero carta di male
carta che sbriciola mille parole
carta che scorre sul letto del fiume
fiume incompiuto che scivola sporco
corpo di bimba che non trova porto
corpo cadavere dimenticato
nascosto dentro un maglione bucato

Corpo
che corro
col fiato corto
so quanto costo
se il cuore inchiodo
dentro al costato
preso di forza, di forza spostato
come messaggio spedito per posta
trattengo il fiato, mi prendo una sosta
ma il muscolo sbatte contro la crosta
come un crostaceo per la paura
storta starò
e storto tu, finché dura

Questa voce è stata pubblicata in poesia. Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.