L’altalena

L’ALTALENA

su, verso il cielo
e indietro, con l’aria alle spalle

che larghi gli occhi
la bocca spalancata
e l’urlo panico
incosciente
e guerriero
che ti porta

su, verso il cielo
e indietro, con l’aria alle spalle

cantano nelle orecchie
gli sfilacci di nuvole
impigliati nell’altalena
le mani strette nelle corde
fanno prove di coraggio, piccine
lascio un po’, solo un po’…
mi dò una spinta con la schiena e

su, verso il cielo
e indietro, con l’aria alle spalle

le gambe si slanciano
artigli prensili che vorrebbero
restare attaccati là -sospesi
e invece torni giù
indietro, con l’aria alle spalle
e poi di nuovo
su, verso il cielo

ubriaca di risate
e mormorii segreti
rompi l’aria di forza, la forza concentrata dei polpacci,
delle caviglie
rompi l’aria -lama luccicante,
ingenua e tenera, come diventerai

sei libera nell’aria,
e piccola
lo spago rosso che hai legato al polso
si tende ad ogni ascesa
e ad ogni ritorno riposa
si posa senza far rumore
accanto a lui che dorme
accoccolato sotto al tuo albero,
sotto al tuo volo
scuro e immobile,
placato
dalla tua ebrezza

resti lì
tu e l’animale – cucciolo, anche lui
i nodi al posto giusto
al tuo polso, alla sua zampa
(come un darsi la mano)
invisibili a tutti

lo spago si tende e poi ritorna
si tende
e poi ritorna

non si perdono

potrai contare su di me, sempre,
– si dicono
sarò il tuo guardiano,
sarò la tua vela
e ogni filo di vento
sarà per noi
preghiera
Lupo

Questa voce è stata pubblicata in poesia. Contrassegna il permalink.

I commenti sono chiusi.